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Silvia Scaringella e la mostra “Passages” a Fumone: arte e trascendenza tra storia e paesaggio del Lazio

A 800 metri sopra la valle del Sacco, nel basso Lazio, il castello di Fumone si staglia come un guardiano silenzioso. Ma quel luogo non è solo pietra e mura: il suo nome evoca un’antica lingua fatta di segnali di fumo, messaggi lanciati da lontano per attraversare il tempo. Oggi, quel passato si intreccia con il presente. Nel 2024, il castello ospita “Passages”, la mostra di Silvia Scaringella, un percorso che si snoda lungo il camminamento di ronda medievale, trasformando la visita in un viaggio dentro la storia e la materia. Qui, ogni passo racconta una storia, ogni angolo conserva un segreto.

Dalla vedetta al passo lento: un’esposizione fuori dal comune

Nel camminamento di ronda, una volta usato per difendersi, le opere non sono messe lì a caso, né in uno spazio neutro. Chi visita deve prendersi il tempo per incontrarle, una dopo l’altra, quasi per caso e in modo naturale. È un modo diverso dal solito, lontano dalla classica esposizione lineare e ordinata, come quella vista al Museo Carlo Bilotti di Roma, dove tutto si vedeva in un solo colpo d’occhio. A Fumone, la storia si svela piano piano, come un racconto fatto di tappe. Il castello non sta lì solo come sfondo: diventa parte attiva, dialoga con le opere e cambia il modo in cui le vediamo. Il camminamento si trasforma così in qualcosa di più di un semplice corridoio: è un racconto che lega insieme sculture e dipinti.

Silvia Scaringella: tra materia e trasformazione

Da anni, Silvia Scaringella lavora sul rapporto tra il tempo e il processo creativo. A Fumone questo tema prende forma con chiarezza. Le libellule in marmo bianco, protagoniste della mostra, hanno un valore simbolico forte: non sono solo un cambiamento di forma, ma una vera e propria trascendenza. Non si limitano a mutare, ma salgono a un livello superiore, da uno stato terreno a uno più elevato. L’artista ci invita a guardare oltre la superficie del cambiamento. La loro nascita dall’acqua, passando da una larva “orrenda” a creatura alata, sottolinea la potenza di una trasformazione che va ben oltre la semplice evoluzione fisica.

Le api, che tornano spesso nelle sculture, richiamano un modello di solidarietà e convivenza. Scaringella si ispira a Virgilio, che vedeva negli insetti un esempio di cooperazione. Le formiche, invece, rimandano a un caso concreto in un villaggio del Senegal, dove un formicaio vicino alle case è usato come simbolo di resilienza tradizionale. Questo legame tra natura e società non è solo un dettaglio decorativo, ma il cuore stesso del lavoro. Il marmo, estratto dal profondo, vuole emergere lentamente, frutto di un lavoro paziente che dura anni.

Il valore della lentezza nell’arte di oggi

Un aspetto fondamentale dell’arte di Scaringella è la differenza tra processo e risultato. I suoi vent’anni di lavoro sono la prova concreta di un percorso in cui il “fare” diventa significato e destino. In un mondo che punta tutto sulla velocità e sull’immediatezza, questa scelta è un gesto di resistenza. L’artista crede nel tempo naturale, nell’esperienza che si costruisce passo dopo passo. Per lei, il vero valore sta nel vivere il tempo del fare, senza cercare una fine rapida, ma godendo della durata stessa del lavoro.

Il Passaggio di Ronda, restaurato e aperto grazie alla famiglia Longhi de Paolis, è il luogo ideale per ospitare questa filosofia. Il percorso non ha un punto di arrivo preciso: come il visitatore si muove tra sculture e tele, costruisce un racconto aperto. Guardando il panorama, viene in mente anche il giardino pensile del castello, 3500 metri quadrati di verde su volte e bastioni, tappa fissa per gli uccelli migratori della Ciociaria. Anche questo è un “passaggio”, ma tangibile e naturale, un legame tra uomo, arte e ambiente.

Fumone, un luogo che parla oltre la storia

La forza di “Passages” sta nel dialogo stretto tra forme, materiali e spazio. Il castello non è solo cornice, ma spiega il senso più profondo delle opere di Scaringella: l’arte non si esaurisce nel momento in cui la si guarda, ma continua a vivere nel tempo di chi l’ha attraversata. Fumone, antico baluardo che comunicava con segnali di fumo, diventa oggi il palcoscenico di un messaggio moderno. Le installazioni di marmo, ferro e vetro si confrontano con la storia, la natura e il susseguirsi delle stagioni, regalando un’esperienza in cui il tempo dell’arte diventa davvero trascendenza, nel senso più vero e concreto del termine.

Redazione

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