Giorgio Griffa ha spento novanta candeline nella primavera del 2026, un traguardo che va ben oltre il semplice passare degli anni. Parliamo di un artista capace di trasformare la tela in un dialogo silenzioso, dove il colore racconta storie senza parole. A Torino, città che pulsa di energia creativa, la Fondazione a lui intitolata ha aperto una mostra intensa, piena di echi e nuove visioni. In Italia e oltre, il suo nome risuona con forza crescente, testimone di un percorso che continua a intrecciare passato e futuro.
A marzo 2026, la Fondazione Giorgio Griffa di Torino ha inaugurato “Summer 69”, una mostra che unisce passato e presente. Esposte opere del 1969, anno simbolo per la storia moderna – quello dello sbarco sulla Luna –, affiancate da lavori recenti che confermano la vitalità creativa dell’artista. L’allestimento mette in dialogo i dipinti con una serie di fotografie d’epoca scattate da Paolo Mussat Sartor nel 1969, durante la mostra di Griffa alla Galleria Gian Enzo Sperone di Torino. Questi scatti, messi a confronto con le tele, creano una tensione che restituisce l’atmosfera vibrante di quegli anni, ancora oggi pungente.
Il percorso evidenzia un punto chiave della poetica di Griffa: il segno, la traccia, l’impronta. Nel 1969, l’artista iniziò a lavorare su tele senza telaio, usando stoffe grezze dove restano visibili le tracce di pollici, spugne e pennelli. Il segno diventa protagonista assoluto. Tra pittura tradizionale e opera concettuale, qui si definisce il carattere unico del suo lavoro, un incontro tra visione e forma essenziale, personale. Nel 2026, queste caratteristiche si ritrovano anche nelle nuove opere, accompagnate da una fotografia recente di Mussat Sartor negli spazi della Fondazione. Un filo diretto di sguardo e tecnica che regala allo spettatore un’esperienza intensa e autentica.
Le celebrazioni per i 90 anni di Griffa non si fermano alla Fondazione. Il 26 marzo, al Castello di Rivoli, è stata inaugurata una sala monografica dedicata all’artista, frutto della collaborazione con il Centro di Ricerca del Castello di Rivoli . Qui si confrontano le opere di Griffa con fotografie d’epoca di Paolo Pellion, offrendo uno sguardo più ampio sul suo lavoro e sul contesto in cui è nato.
Pochi giorni dopo, il 9 maggio 2026, alla GAM – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino – prenderà il via un’altra mostra dedicata all’artista. Questa esposizione rafforza ancora di più il legame tra Griffa e la città, proponendo un’ampia panoramica delle sue innovazioni e della ricerca portata avanti con importanti musei.
Questi spazi sono oggi tappe fondamentali di una rete culturale che tiene viva l’eredità di Griffa, offrendo al pubblico un percorso che unisce memoria, sperimentazione e linguaggio visivo.
Negli ultimi mesi del 2026, l’attenzione verso l’opera di Giorgio Griffa ha varcato i confini nazionali. Il MAXXI di Roma ha acquisito sei grandi opere dell’artista piemontese, arricchendo la sua collezione pubblica e portando Griffa alle nuove generazioni e agli appassionati di arte contemporanea. Un segnale chiaro dell’importanza crescente di Griffa sulla scena italiana.
Negli Stati Uniti, al Clark Art Institute di Williamstown, Massachusetts, è in programma per l’estate 2026 una retrospettiva intitolata “Giorgio Griffa: Paths in the Forest”. Curata da Robert Wiesenberger, la mostra presenta una ventina di opere monumentali, che coprono momenti chiave della carriera dell’artista. Il progetto, sostenuto dall’Edward and Maureen Fennessy Bousa Fund for Contemporary Projects e promosso dall’American Academy, ha vinto il bando Italian Council del Ministero della Cultura. A corredo, un catalogo documenterà in modo approfondito l’evento.
Questi appuntamenti confermano il riconoscimento internazionale dell’arte di Griffa, che si afferma come uno dei protagonisti della pittura contemporanea più apprezzati e studiati a livello globale.
Le celebrazioni per i 90 anni di Giorgio Griffa non sono solo un momento espositivo, ma segnano l’avvio di nuove iniziative per promuovere e valorizzare il suo lavoro. La Fondazione ha lanciato un progetto di membership aperto a tutti, pensato per sostenere la diffusione del patrimonio culturale legato all’artista.
L’idea è costruire una rete di appassionati, studiosi e gruppi interessati a esplorare e condividere le diverse sfaccettature dell’opera di Griffa. Il programma prevede incontri, visite guidate, pubblicazioni e altre attività culturali per ampliare la portata del patrimonio griffiano nel tempo. L’obiettivo è trasformare la Fondazione in un punto di riferimento stabile nel panorama culturale italiano, capace di coinvolgere anche chi solitamente non frequenta il mondo dell’arte.
Questa nuova fase dimostra come l’eredità di Giorgio Griffa resti un terreno fertile, aperto a interpretazioni e scoperte che manterranno vivo il dialogo con l’arte contemporanea negli anni a venire.
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