
Il 16 maggio 2026 Casa Furlan a Pordenone si anima con le opere di Arianna Ellero, un’artista che non dipinge semplici quadri. La sua pittura è materia viva, un corpo in movimento che si stratifica e lascia tracce profonde, quasi tattili. Qui il colore non si limita a raccontare: incide, modifica lo spazio, cambia insieme alla luce e allo sguardo di chi osserva. È un dialogo continuo, dove pittura e realtà si fondono, dando vita a un ritmo che si fa durata. Un linguaggio fatto di forme e suoni invisibili, percepiti nell’aria, che attraversa ogni sua creazione.
Colore che pesa, segno che lascia il segno
Il lavoro di Ellero sposta l’attenzione dal semplice rappresentare alla fisicità del colore. La tela si trasforma in un campo dove la pittura si posa con peso, accumulandosi e creando attrito. Tra il 2017 e il 2022, l’artista ha lavorato affidandosi al suono e alla performance: il gesto pittorico diventa misura di ritmo e spazio, lasciando tracce che raccontano un’esperienza sensoriale complessa. Il segno non è un semplice ornamento, ma testimonia un’azione, un’interferenza che imprime sulla superficie una memoria tangibile. Il bianco, spesso visto come assenza, qui si apre e fa risaltare il segno, amplificandone la forza materica. Come osserva Chiara Tavella, si tratta di un «silenzio denso di minimi suoni», un’eco che resta senza trasformarsi in immagine.
Materia che si fa corpo e muta con la luce
Le opere esposte a Casa Furlan rappresentano un passo avanti nella ricerca di Ellero. La materia si fa più densa, il colore si stratifica, prende spessore. Pigmenti, olio, spray e pastelli si mescolano in superfici compatte ma al tempo stesso fragili. Queste superfici assomigliano a una pelle che registra le pressioni esterne, che conserva la memoria del gesto originario senza però cristallizzarlo. «La pittura accade», dice l’artista, non si limita a rappresentare. Le opere vivono dello spazio che le ospita, si trasformano con la luce e il movimento di chi le guarda. Tutto il processo creativo rimane visibile, costruendo una narrazione fatta di materia in evoluzione che non si cancella.
Da uno stabilimento friulano alla scena internazionale
Arianna Ellero lavora in uno studio ricavato da un ex stabilimento industriale nella bassa friulana. La luce naturale e l’ambiente influenzano profondamente il suo modo di dipingere. Questo legame con lo spazio fisico sostiene il suo percorso che punta alla trasformazione continua della superficie. La sua carriera include mostre personali di rilievo, come quella del 2026 alla Mestna Galerija di Nova Gorica, intitolata Nenehno gibanje / Movimento incessante. Ha ricevuto premi importanti, come l’Exibart Prize, e ha partecipato a selezioni internazionali di spessore, tra cui Art Matters a Colonia e We Art Open Worldwide a Venezia. Il suo lavoro è un punto di riferimento per chi segue le sperimentazioni contemporanee sulla pittura come materia in movimento.
Quando e dove vedere la mostra
La mostra di Arianna Ellero è a Casa Furlan, in via Mazzini 51/53 a Pordenone. L’inaugurazione è sabato 16 maggio 2026 alle 11.00. Si potrà visitare fino al 27 giugno, dal martedì al venerdì dalle 17.00 alle 19.30, e il sabato dalle 10.00 alle 12.30 e di nuovo dalle 17.00 alle 19.30. L’ingresso è libero, un’occasione aperta a tutti per confrontarsi con un progetto che riflette in modo originale sul rapporto tra materia, tempo e spazio. La mostra è curata dalla Fondazione Ado Furlan, realtà che sostiene l’arte contemporanea in Friuli e nel Nordest, promuovendo artisti emergenti e affermati.
