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Triennale Milano, Trione favorito per la presidenza nel nuovo CdA: cambia l’era Boeri

Redazione 5 Maggio 2026

Otto anni dopo l’era Boeri, la Triennale di Milano si prepara a voltare pagina. Il bando per rinnovare il Consiglio di Amministrazione si è appena chiuso, e ora si attende di scoprire chi guiderà l’istituzione di viale Alemagna nei prossimi anni. Tra i nomi che circolano, uno sembra farsi largo con decisione: Vincenzo Trione. Saranno i soci storici — Ministero della Cultura, Comune di Milano, Regione Lombardia e Camera di Commercio — a scegliere i nove componenti del nuovo CdA, ma gli occhi sono puntati proprio sulla presidenza. Il cambio al vertice non è solo un passaggio formale, ma un segnale di futuro per uno degli spazi culturali più vivaci della città.

Chi è Vincenzo Trione: un profilo tra accademia e cultura

Nato a Sarno nel 1972, Vincenzo Trione unisce esperienza accademica, lavoro curatoriale e ruoli di rilievo nelle istituzioni culturali. È professore ordinario all’Università IULM di Milano, dove insegna Arte e media e Storia dell’arte contemporanea, ed è stato preside della Facoltà di Arti e Turismo. Da anni collabora con il Corriere della Sera, offrendo riflessioni e approfondimenti sull’arte contemporanea. Dal 2020 guida la Scuola dei Beni e delle Attività Culturali, legata al Ministero della Cultura, che si occupa di formazione avanzata nel settore dei beni culturali.

Nel suo percorso curatoriale spiccano la direzione del Dipartimento di ricerca e formazione del Museo Madre e la cura del Padiglione Italia alla 56ª Biennale di Venezia, uno degli eventi più importanti nel mondo dell’arte. È anche direttore scientifico dell’Enciclopedia Treccani dell’Arte Contemporanea, segno della sua autorevolezza nel campo. La sua produzione scientifica si concentra sulle avanguardie e sui rapporti tra arte, filosofia e spazio pubblico. Nel 2022 è stato nominato consigliere alla Programmazione museale e Arte contemporanea per il Comune di Napoli, incarico in cui ha ideato Napoli Contemporanea, una piattaforma per l’arte pubblica cittadina, con progetti di rilievo come la gestione della Venere degli Stracci di Pistoletto.

Dietro le quinte: equilibri politici e nomine al CdA

La possibile nomina di Trione alla presidenza nasce anche da un delicato gioco di equilibri politici e istituzionali. Da un lato, il ministro della Cultura Alessandro Giuli vede in lui una figura capace di coniugare prestigio internazionale e solide competenze accademiche. Dall’altro, il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha espresso il desiderio che la presidenza venga affidata a qualcuno con esperienza concreta nel design e nell’architettura, settori fondamentali per la Triennale. Questa richiesta ha portato a scartare la prima ipotesi avanzata dal ministero, la regista Andrée Ruth Shammah.

Il nuovo Consiglio sarà formato da nove membri. Il Ministero della Cultura dovrebbe indicare, oltre a Trione, Stefano Zecchi e Dario Rinero. Il Comune di Milano spinge per Donatella Sciuto e Piero Lissoni, noto architetto e designer. La Regione Lombardia dovrebbe proporre Davide Rampello, già presidente della Triennale dal 2003 al 2011 e figura di grande esperienza. La Camera di Commercio punta a confermare Regina De Albertis e a far entrare Antonio Calabrò. Chiude la lista Maria Porro, presidente del Salone del Mobile, scelta condivisa da tutti i soci.

Un nuovo corso per la Triennale di Milano

L’insediamento del nuovo CdA segnerà l’inizio di una nuova fase per la Triennale, che dopo otto anni sotto la guida di Boeri cerca un rinnovamento capace di integrare esperienze artistiche, accademiche e manageriali. La composizione del board riflette la volontà di trovare un equilibrio tra le diverse anime culturali, economiche e territoriali coinvolte.

Il profilo di Vincenzo Trione rappresenta una sintesi tra visione internazionale e forte legame con il panorama italiano dell’arte contemporanea, con un occhio attento alla formazione e alla diffusione culturale. Grazie ai suoi incarichi e alla rete di contatti costruita negli anni, il nuovo presidente potrà lavorare per rafforzare il ruolo della Triennale nei circuiti nazionali e internazionali, con un’attenzione particolare ai settori più innovativi dell’arte, del design e della cultura materiale.

La scelta di Trione sottolinea l’importanza di mettere insieme competenza scientifica e capacità di gestione per affrontare le sfide del mondo culturale oggi. Nei prossimi giorni è attesa l’ufficializzazione del nuovo Consiglio, che darà forma concreta a questo passaggio decisivo.

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