Categories: Arte

Antonio Della Guardia Rivoluziona il Modello Olivetti con Nuove Geometrie di Esistenza a OGR Torino

Il Duomo delle OGR di Torino oggi si veste di una nuova vita. È il 23 aprile 2026 quando l’architettura olivettiana, quella eredità di design e lavoro, si manifesta attraverso il corpo. Sul palco, Nuove Geometrie di Esistenza prende forma: un progetto firmato da Antonio Della Guardia, curato da Benedetta Casini e coordinato da studioconcreto. Non è solo un omaggio al passato industriale di Torino, ma un invito a ripensare come gli spazi costruiti dialogano con l’esperienza umana. Sostenuto dall’Italian Council del Ministero della Cultura, questo lavoro si muove tra memoria, territorio e performance, trasformando l’architettura in racconto vivo.

Ivrea e Pozzuoli: due simboli dell’esperienza Olivetti sotto la lente

La ricerca di Della Guardia si basa su uno studio approfondito di alcuni complessi industriali legati alla Olivetti, un’azienda che nel Novecento ha rappresentato un modello non solo di sviluppo economico, ma soprattutto umano. Ivrea e Pozzuoli sono due poli simbolici, luoghi che raccontano una storia industriale fatta di tecnologia ma anche di cultura, dove architettura e lavoro dialogano in modo fecondo. L’artista va oltre la semplice conservazione storica e propone una rilettura che vede questi spazi come dispositivi culturali vivi, capaci ancora oggi di influire sulla produzione e la società contemporanee.

A Ivrea il progetto si confronta con il pensiero di Adriano Olivetti. L’architettura industriale diventa il segno di un’epoca in cui lo spazio di lavoro era pensato per la persona, per i bisogni della collettività e per l’integrazione sociale. Gli edifici firmati da architetti come Luigi Figini, Gino Pollini, Ignazio Gardella e Ludovico Quaroni emergono come testimonianze concrete di un’idea che supera la fabbrica per includere la città, la sua organizzazione urbanistica e la sua comunità. Rileggere questi luoghi significa riscoprire le potenzialità nascoste nella loro struttura e nella loro storia.

A Pozzuoli, invece, il focus è sugli elementi architettonici che collegano gli spazi interni all’ambiente naturale che li circonda. Le superfici in vetro, le terrazze e i cortili non sono solo scelte estetiche: sono frutto di una strategia progettuale che punta a integrare l’edificio con il paesaggio, riconoscendo le radici rurali della popolazione operaia. Qui prende forma una pratica architettonica che intreccia ambiente costruito e natura in modo armonico, ispirata dalla teoria della città come organismo di Lewis Mumford, ancora oggi attuale e ricca di spunti.

Quando il corpo dialoga con l’architettura: la performance al Duomo delle OGR

Dentro il Duomo delle OGR, il lavoro di Della Guardia si concretizza in una mappatura da vivere con il corpo. Due performer si muovono seguendo una coreografia che intreccia memoria e percezione, mentre sullo sfondo scorrono le immagini dei siti olivettiani raccolte dall’artista nella prima fase di ricerca. La performance crea un corto circuito tra la rappresentazione dello spazio e la presenza fisica degli interpreti, dando vita a una dimensione nuova, dove la storia si riscopre attraverso i movimenti e i gesti.

Questa coreografia traduce in danza il legame tra architettura e lavoro, accompagnata da una colonna sonora originale di Gabriel Fischer, che scandisce ritmi e pause modulando l’atmosfera. Il progetto apre anche a una riflessione più ampia sul corpo, sulle modalità di controllo contemporanee e sulla frammentazione dell’esperienza collettiva nel lavoro, invitando a immaginare nuove forme di riappropriazione del corpo, al di fuori delle dinamiche produttive attuali.

Nuove tappe e orizzonti globali per Nuove Geometrie di Esistenza

Dopo Torino, Nuove Geometrie di Esistenza si prepara a una nuova fase di ricerca e sperimentazione internazionale. La tappa successiva è una residenza a Buenos Aires, alla fondazione culturale Proa21, uno dei principali centri di arte contemporanea, dove il progetto continuerà a svilupparsi confrontandosi con nuovi contesti e pubblici. Poi si sposterà a San Paolo, negli spazi di Fonte, consolidando così una dimensione transcontinentale e collegando esperienze architettoniche e artistiche di respiro ampio.

Il percorso culminerà nel 2027 con una presentazione alla BIENALSUR, la Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea del Sud, che offrirà grande visibilità al lavoro di Della Guardia. Al termine, l’opera sarà acquisita dal MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e accompagnata da una pubblicazione che raccoglierà l’intero processo e la ricerca svolta. Un progetto che intreccia passato e presente, memoria, corpo e spazio industriale, aprendo nuove strade nell’arte contemporanea.

Redazione

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