
Milano, via Manzoni 45: un angolo che sorprende. Tra le mura di Pandolfini Casa d’Aste, la natura si fa metallo, l’arte si fa eterna. Julie Hamisky, artista francese nata nel 1975 e discendente della famiglia Lalanne, porta in mostra un giardino alchemico. Qui, fiori e foglie, imprigionati in un attimo sospeso tra vita e declino, non appassiscono. Al contrario, si trasformano in sculture di metallo, grazie a un processo di elettroplaccatura che sfida il tempo e lo sguardo. Una metamorfosi che racconta come la materia organica possa diventare arte duratura.
Elettroplaccatura: quando arte e scienza si fondono
Julie Hamisky usa la tecnica dell’elettroplaccatura per fermare la fragilità delle forme vegetali. Fiori e piante vengono immersi in un bagno galvanico attraversato da corrente elettrica: così si deposita uno strato metallico sulla superficie, mantenendo intatte venature, pieghe e trame del materiale originale, prima che si deteriori.
Il risultato non è solo bello da vedere, ma anche molto tecnico: variando corrente, tempo e temperatura, si ottengono colori che vanno dal verde scuro al blu elettrico, fino a tonalità calde di rame e lilla. Questi effetti cromatici derivano da un’ossidazione controllata e da un trattamento termico, che completano la trasformazione, creando sottili involucri metallici che avvolgono ogni dettaglio botanico con precisione.
Sculture monumentali e lampadari botanici: la natura diventa design
Tra le opere più impressionanti spicca “La Géante” , un papavero ingrandito quasi a misura architettonica. La scultura unisce il rigore botanico a una presenza monumentale, trasformando un semplice fiore in un’opera d’arte permanente. Poi c’è “Aqua” , un lampadario realizzato con forme galvanizzate di origine vegetale, che mette insieme natura e design funzionale, illuminando lo spazio con un tocco unico.
Le serie “Bloom”, “Volcano” e “Still Life” approfondiscono il legame tra ornamento, forma e autonomia dell’oggetto. Con questi lavori, Hamisky cattura la fragilità della natura e la trasforma in sculture solide e durature, sfidando la caducità tipica dei materiali organici.
Gioielli botanici: piccoli tesori da indossare
Accanto alle grandi sculture, la mostra presenta anche una selezione di gioielli realizzati con la stessa tecnica. Qui fiori e frammenti vegetali conservano la loro dimensione originale, diventando autentiche opere da portare addosso. I gioielli di Hamisky sono un incontro intimo tra natura e artigianato, trasformando il corpo in un punto di contatto con elementi sospesi nel tempo.
L’artista sottolinea come il processo sia imprevedibile: “la placcatura può esaltare le caratteristiche originali o trasformarle completamente, riflettendo il naturale decadimento del materiale organico.”
Pandolfini Casa d’Aste: un ponte tra arte, design e tradizione
La mostra, curata da Ivan Mietton e aperta dal 22 al 26 aprile 2026, si svolge negli spazi di Pandolfini Casa d’Aste, che con questo progetto vuole diventare più di un semplice mercato dell’arte. L’obiettivo è creare un luogo di dialogo culturale e contaminazione tra diverse discipline.
Pietro De Bernardi, amministratore delegato di Pandolfini, ha voluto fortemente ospitare questa iniziativa, vedendo nel lavoro di Hamisky il punto d’incontro ideale tra arte contemporanea, design e tradizione artigianale. Lo spazio si trasforma così in un laboratorio aperto, dove il pubblico può scoprire nuove forme espressive e capire come tecniche antiche e moderne possano dialogare.
Con questa mostra, Pandolfini Casa d’Aste conferma il suo impegno a promuovere eventi che ampliano i confini dell’esperienza artistica, creando occasioni in cui innovazione e sperimentazione si intrecciano con il sapere artigiano e la cultura botanica.
