Il Volto Santo torna a casa: rientro nella Cattedrale di San Martino a Lucca dopo il restauro
Il 20 maggio 2026, il Volto Santo ha varcato di nuovo la soglia della Cattedrale di San Martino a Lucca. Tre anni e mezzo di restauro, tra mani esperte e attese cariche di tensione, hanno restituito al celebre crocifisso ligneo la sua casa: il Tempietto di Matteo Civitali. Non si tratta solo di un’opera d’arte, ma di un simbolo che attraversa secoli, intrecciandosi con la storia medievale europea e l’orgoglio profondo di una città intera. Gli occhi di studiosi, restauratori e appassionati erano tutti puntati lì, a testimoniare il ritorno di un pezzo di memoria.
La mattina è iniziata presto, alle otto, con le operazioni delicate di spostamento. Le maestranze di Arterìa hanno messo in campo un’attrezzatura speciale, pensata per evitare il minimo rischio di danni. Grazie a un sistema di argani di precisione, il Volto Santo è stato sollevato e reinserito nel tempietto attraverso un accesso laterale, scelto per essere meno invasivo e più sicuro.
Non si è trattato di un semplice trasporto: dietro c’è stato un lavoro di squadra tra la Chiesa Cattedrale, l’Opificio delle Pietre Dure — noto per la sua esperienza nel restauro — e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per Lucca, Massa-Carrara e Pistoia, che ha seguito ogni fase con attenzione, assicurando il rispetto delle norme e delle migliori pratiche di conservazione.
La nuova struttura metallica dietro al crocifisso non è solo un supporto, ma una vera e propria protezione pensata per durare nel tempo. Progettata dopo un’attenta analisi dei materiali, serve a fissare saldamente l’opera e a conservarne l’aspetto autentico, senza intaccarne l’estetica. Un passaggio fondamentale per garantirne la sicurezza alle future generazioni.
Il lavoro di restauro, iniziato il 1° dicembre 2022, ha fatto molto più che pulire o mettere in sicurezza il crocifisso. Visitando il laboratorio allestito nella stessa cattedrale, sono emersi dettagli prima invisibili, nascosti sotto anni di vernice scura e ossidazioni. La scoperta più sorprendente riguarda le tracce di policromia originale: dopo la rimozione dello strato più recente, sono riapparse le sfumature con cui il Volto Santo era stato dipinto, probabilmente tra il IX e il XVII secolo.
Le analisi scientifiche hanno confermato che il crocifisso risale al IX secolo, rendendolo uno dei più antichi crocifissi lignei monumentali giunti integri fino a noi in Occidente. Questo ha accentuato il suo valore non solo come simbolo religioso, ma anche come testimonianza artistica di primaria importanza.
L’opera è imponente: 250 centimetri di altezza per la figura, oltre 4 metri per la croce che la sostiene. Il Cristo raffigurato è un Christus triumphans, un’immagine che esprime vittoria sulla morte con uno sguardo insieme severo e benevolo. Un’iconografia che ha nutrito la devozione medievale e che ha reso il Volto Santo una delle immagini sacre più note d’Europa.
La storia del Volto Santo si intreccia profondamente con quella di Lucca. Il crocifisso è custodito nel Tempietto di Matteo Civitali dal 1484, ma la sua fama risale a molto più indietro nel tempo. Secondo la tradizione, sarebbe stato scolpito da Nicodemo subito dopo la crocifissione di Cristo, un racconto che ha fatto di Lucca una tappa fondamentale per i pellegrini, alla pari di Roma o Santiago de Compostela.
Questo legame ha plasmato l’identità culturale e religiosa della città, trasformandola in un centro di spiritualità e arte sempre vivo e pulsante.
Il termine del restauro e il ritorno del Volto Santo segnano una pagina importante per Lucca. A breve, il tempietto sarà allestito in modo scenografico per valorizzare il crocifisso non solo come oggetto di fede, ma anche come straordinaria testimonianza artistica e storica. La presentazione ufficiale aprirà così un nuovo capitolo nella lunga vicenda di questo simbolo, che da secoli continua a influenzare Lucca e oltre.
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