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Usa, richieste mutuo in calo del 4,4%: tassi ipotecari al 6,45% frenano il mercato

Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a calare, senza mostrare segnali di ripresa nemmeno all’inizio di maggio 2024. Nella prima settimana del mese, il numero di domande ha subito una contrazione costante, segno evidente di un clima di forte prudenza. A destare particolare attenzione è il calo dell’indice complessivo delle richieste, che coinvolge tanto chi cerca un finanziamento per la prima volta quanto chi punta a rifinanziare un prestito esistente. Un andamento che pesa subito sul volume complessivo del mercato ipotecario.

Mutui in calo: cosa dicono i numeri

Nella settimana chiusa il 1° maggio 2024, le domande di mutuo negli Stati Uniti sono scese del 4,4%. Una frenata che interessa sia i nuovi mutui, con una diminuzione del 3,7%, sia i rifinanziamenti, che calano addirittura del 5%. Gli americani sembrano più restii a indebitarsi, sia per comprare casa sia per rimettere in sesto i propri prestiti.

Questo andamento segnala un clima di prudenza crescente. Il calo nei rifinanziamenti, in particolare, è un campanello d’allarme: solitamente questa pratica permette di risparmiare grazie a condizioni migliori, ma ora sembra meno conveniente o più difficile da ottenere.

Tassi in rialzo, mutui più cari

A pesare su questa situazione è soprattutto l’aumento dei tassi di interesse. La Mortgage Bankers Association ha reso noto che il tasso medio sui mutui trentennali ha raggiunto il 6,45%. Un livello che fa lievitare il costo totale del prestito, mettendo in difficoltà molti potenziali mutuatari. Più alto è il tasso, più pesante diventa la rata mensile, e questo riduce la capacità di tante famiglie di entrare nel mercato immobiliare.

L’effetto è chiaro: molti hanno rimandato o rinunciato alle pratiche di mutuo o rifinanziamento a causa dell’aumento dei costi. La stretta sui tassi si traduce quindi in meno richieste e meno compravendite.

Mercato immobiliare in bilico

Il calo delle domande di mutuo racconta di un mercato immobiliare che rallenta. Acquirenti più attenti ai costi e venditori che rischiano di vedere allungarsi i tempi di vendita: questo è lo scenario che si delinea. Prezzi e volumi potrebbero risentirne, mentre le banche e gli istituti di credito si trovano a dover rivedere le loro strategie per attrarre clienti in un mercato più esigente.

Il prossimo periodo sarà decisivo. I dati delle prossime settimane diranno se questa flessione è solo un aggiustamento momentaneo o l’inizio di una fase più lunga di contrazione nel settore dei mutui negli Stati Uniti.

Redazione

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