Londra si prepara a ospitare una delle aste d’arte più importanti degli ultimi anni: la Lewis Collection, un tesoro di capolavori moderni, sta per essere messa sul mercato. Oltre 150 milioni di sterline in opere firmate da Klimt, Schiele, Bacon, Soutine e Modigliani. Un valore che supera i 200 milioni di dollari, una cifra che fa di questa vendita la più significativa mai registrata nella capitale britannica. Dietro a questa straordinaria raccolta c’è Joe Lewis, insieme a sua figlia Vivienne, che hanno trasformato una passione coltivata nella Londra del dopoguerra in un’eredità artistica di prim’ordine.
Joe Lewis ha coltivato il suo interesse per l’arte durante il fermento culturale che ha visto nascere la cosiddetta School of London, un movimento che ha segnato la città nel secondo dopoguerra. Pittori come Francis Bacon, Lucian Freud e Frank Auerbach hanno radicato una forte visione figurativa nella scena londinese di quegli anni. È in questo clima che Lewis ha iniziato a comprare opere: da acquisti modesti fino a pezzi di grande valore. Con il contributo della figlia Vivienne, la collezione si è ampliata fino a diventare una raccolta di fama mondiale. Oliver Barker, presidente di Sotheby’s Europa, ha definito la collezione come una testimonianza concreta di quel periodo di intensa creatività artistica a Londra.
Le opere della Lewis Collection sono state esposte nei musei più prestigiosi del mondo, raccontando la storia dell’arte moderna e mettendo in luce il percorso creativo di artisti fondamentali. La collezione mostra la figurazione in tutte le sue sfumature, dai primi lavori alle opere più mature, spesso riconosciute per la loro unicità e importanza storica.
La collezione sarà presentata in anteprima mondiale al Breuer Building di New York, luogo che ha già ospitato vendite da record e che conferma la sua fama come sede privilegiata per operazioni di mercato di alto profilo. Tra i pezzi più attesi c’è il Ritratto di Gertrud Loew di Gustav Klimt, del 1903. Critici autorevoli come Ludwig von Hevesi lo hanno definito «la poesia più profumata che la tavolozza possa creare». Il dipinto è stimato tra i 20 e i 30 milioni di sterline e arriva dopo il recente record stabilito dal Ritratto di Elisabeth Lederer, sempre di Klimt, venduto per oltre 236 milioni di dollari.
Tra gli altri capolavori spicca Danaë di Egon Schiele, un’opera giovanile del 1909 che anticipa la svolta estetica dell’artista. Firmata da Schiele a soli diciannove anni, vale tra i 12 e i 18 milioni di sterline. Nella stessa fascia di prezzo si trova Uomo con pipa di Amedeo Modigliani, mentre Two Studies for Self-Portrait di Francis Bacon è valutato tra gli 8 e i 12 milioni di sterline.
Completano la selezione opere di rilievo come il Ritratto di Paul Hugot di Gustave Caillebotte , recentemente esposto al Musée d’Orsay, con una stima tra 3,5 e 4,5 milioni di sterline; Woman in a Grey Sweater di Lucian Freud, valutata tra 3 e 4 milioni; e il Ritratto di ragazzo in blu di Chaïm Soutine, stimato tra 1,8 e 2,5 milioni di sterline. Per Picasso si segnala un Ritratto di Dora Maar con una stima tra 600.000 e 800.000 sterline.
Gli esperti del settore parlano di questa asta come di un vero e proprio “shot” nel mercato britannico dell’arte. Il prestigio degli artisti e la qualità dei pezzi promettono di ridare slancio alla pittura figurativa, un movimento che ha saputo mantenere il proprio fascino nel tempo. La Lewis Collection ha già fatto registrare ottimi risultati con una vendita parziale a marzo a Londra, che ha fissato nuovi record per opere legate alla School of London, con nomi come Lucian Freud e Frank Auerbach.
Una fonte interna alla collezione ha spiegato che l’asta ha anche un valore culturale: vuole risvegliare l’interesse di una nuova generazione di collezionisti verso opere che per anni sono state fonte di ispirazione e passione. Nonostante la vendita di una parte significativa della collezione, la famiglia Lewis resta attiva nel mondo dell’arte contemporanea, seguendo artisti d’avanguardia che spesso si ispirano proprio ai grandi maestri presenti nella collezione. Un segnale chiaro di un dialogo continuo tra passato e futuro dell’arte moderna e contemporanea.
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