Torino si trasforma in una galleria a cielo aperto. Le immagini invadono strade, piazze e spazi culturali, intrecciando storie di corpo, identità e rappresentazione. È la terza edizione di EXPOSED Torino Photo Festival, che quest’anno porta il titolo provocatorio di “Mettersi a nudo”. Un invito a esplorare ciò che si nasconde dentro di noi, ma anche a scoprire ciò che sfugge allo sguardo superficiale. Dalle vie del centro ai quartieri a nord, tra palazzi storici e gallerie indipendenti, si dipana un percorso ricco di mostre e incontri, con artisti affermati e talenti emergenti pronti a raccontare nuove verità.
Il cuore del festival batte nel centro storico, dove si concentrano molte iniziative tra MAO , Museo Nazionale del Cinema e Archivio di Stato. Qui la storia si intreccia con l’arte contemporanea.
Al MAO, fino a fine giugno, prosegue “The Soul Trembles”, grande mostra dedicata a Chiharu Shiota, insieme al terzo capitolo di “Declinazioni Contemporanee” con installazioni di Ritu Sarin, Tenzing Sonam, Sunmin Park e Francesco Simeti. Da non perdere anche la galleria dell’Asia centro-meridionale, dove Bekhbaatar Enkhtur presenta un’opera in cera d’api che riflette su protezione e spiritualità, unendo tradizione e linguaggi moderni.
All’Archivio di Stato, nella sezione Corte, ci sono due mostre importanti: “Messi a nudo”, curata da Barbara Bergaglio, che esplora il nudo in fotografia con opere di Auguste Belloc, Wilhelm von Gloeden e Carlo Mollino; e “Self Exposed”, personale di Ralph Gibson, maestro del bianco e nero, con settanta scatti che raccontano cinquant’anni di arte intensa e senza filtri.
Il Museo Nazionale del Cinema offre invece una mostra suggestiva sulla cancellata della Mole Antonelliana: “FUORICAMPO. Il cinema svelato”. Ventidue immagini tratte dalle collezioni del museo raccontano i retroscena della storia del cinema, dai primi esperimenti alle scene più famose.
L’itinerario si sposta nei quartieri di Vanchiglietta e Vanchiglia, luoghi vivaci e pieni di energia artistica. Alla Fondazione Giorgio Griffa si festeggiano i 90 anni del pittore con “Summer 69”, mostra che accosta lavori storici della sua prima esposizione nel 1969 a nuove opere realizzate quest’anno. Accanto, fotografie di Paolo Mussat Sartor catturano momenti fissi nel tempo.
Poco lontano, la galleria Mucho Mas! presenta “Metamorphosis | Hypersea”, progetto che esplora il confine tra umano, animale e artificiale. La fotografa Claudia Amatruda combina video, foto e scultura per un viaggio che mette al centro il margine come spazio di resistenza e innovazione. Nato nel 2018 come spazio autogestito dedicato alla fotografia sperimentale, Mucho Mas! conferma il suo ruolo di punto di riferimento nel panorama torinese.
Spostandosi verso nord, alla Galleria Franco Noero, nel quartiere Barriera di Milano, si trova “Pensieri Belli”, personale di Gabriel Sierra. L’artista presenta lettere ritagliate in carta vetrata che formano un messaggio di speranza e creatività, un invito a fare i conti con il caos quotidiano. L’installazione, insieme ad altri lavori, apre riflessioni su disordine e possibilità, mescolando materia e concetto.
Sempre in zona, Almanac Inn ospita l’ultima tappa del progetto Metamorphosis con l’opera di Benedetta Casagrande, “ All things laid dormant”. Un lavoro che nasce da una riflessione biocentrica: la fotografia esplora le relazioni tra specie viventi e forme di vita oltre l’umano, in ambienti segnati da cambiamenti ambientali. Casagrande coniuga ecologia e arte visiva puntando su incontri e metamorfosi materiali.
Altrettanto da vedere, sempre ad Almanac Inn, “E non dono celeste”, prima mostra italiana di Cristina Lavosi, con due nuovi film partecipativi. Le opere indagano le strutture di potere, la giustizia trasformativa e il ruolo delle istituzioni, attraverso un linguaggio audiovisivo che coinvolge chi guarda.
L’Associazione Barriera presenta “A mali rimedi”, personale di Pietro Agostoni. La mostra raccoglie disegni realizzati con una tecnica particolare: fuliggine depositata su carta tramite coni di stagnola. Il risultato sono opere figurative di forte impatto emotivo, un percorso che unisce materia e immagine e che l’artista porta avanti dal 2018.
Chiude il percorso la Galleria Gagliardi e Domke con “Più delle Parole”, personale di JANDPEG . Il duo ridà centralità alla fotografia analogica, sfidando il dominio del digitale. Le nuove opere, realizzate su pellicola, affrontano il tema della verità dell’immagine in un’epoca di post-verità, trasformando la fotografia in uno strumento di riflessione sulla realtà e la rappresentazione.
Torino si trasforma e si anima con EXPOSED Photo Festival 2026. Un’occasione preziosa per scoprire più da vicino temi fondamentali dell’arte contemporanea e della fotografia, attraverso un percorso ricco di mostre, installazioni e incontri sparsi in tutta la città. Un invito a esplorare come la fotografia possa aprire finestre sull’intimità, la memoria e il modo in cui vediamo il mondo.
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