
A Piazza di Santa Maria in Trastevere, luci e suoni si mescolano in modo insolito. Fino al 15 aprile, la galleria SUPERNOVA ospita l’installazione di Mattia Pajè, That’s All Folks!. Non è una mostra qualunque: qui il visitatore viene immerso in un’esperienza che richiama l’energia e il caos dei rave. Tra immagini vibranti e richiami culturali, l’opera spinge a ripensare come costruiamo e attraversiamo i limiti della vita sociale.
Il rave tra attesa e sospensione: il progetto di Niccolò Giacomazzi
Dietro alla mostra c’è il lavoro del curatore Niccolò Giacomazzi, che ha scelto di puntare su un’idea di rave poco convenzionale. Non si parla della festa nel suo momento più esplosivo e collettivo, ma di quel momento sospeso, in bilico tra l’attesa e l’assenza dell’evento. È il momento in cui la festa sembra pronta a partire, ma resta bloccata a metà strada. Qui l’energia è trattenuta, il tempo sembra fermarsi. Questa tensione è il cuore dell’allestimento.
Mattia Pajè dà vita a un grande ready-made immersivo che richiama i codici visivi dei rave, ma senza puntare alla trance o all’azione rituale. L’estetica si fa fine a se stessa, senza una funzione performativa immediata. Luci fosforescenti, colori accesi, tessuti appesi alle pareti in pietra: il contrasto tra materiali grezzi e superfici brillanti crea un ambiente ibrido. L’opera mette distanza tra chi guarda e quel mondo, trasformando l’intensità del rave in un’esperienza da osservare e meditare.
Un’atmosfera sospesa tra attesa e malinconia di colori
L’installazione gioca su due livelli di percezione: quello visibile, fatto dagli elementi materiali presenti, e quello potenziale, legato al tempo sospeso e al senso di attesa. I colori fluorescenti, forti e contrastanti, avvolgono il visitatore in un mix di fascino e straniamento.
I tessuti policromi e fosforescenti appesi alle pareti evocano uno spazio esotico, un luogo dove la festa potrebbe iniziare o essere già finita. Questo spazio non è mai del tutto presente; è un limbo senza un vero inizio né una conclusione chiara. Il rumore assordante tipico dei rave è solo suggerito, distante, quasi un’eco lontana.
A sottolineare questa sensazione di incompletezza, si sente in sottofondo il ronzio monotono di un generatore che continua a vibrare ben oltre la fine della festa. Quel suono diventa simbolo dell’assenza stessa, trasformando il vuoto in qualcosa di tangibile. Il corpo che ha ballato non c’è più, ma lascia dietro di sé una traccia invisibile, una memoria che accoglie silenziosa chi visita ora l’installazione.
Tra passato e presente: il valore culturale nel cuore di Trastevere
That’s All Folks! prende vita in una delle piazze più vive e storiche di Roma, Trastevere. La scelta della location non è casuale: le pietre antiche e i muri carichi di storia fanno da sfondo reale e simbolico, intrecciando passato e presente.
L’opera di Pajè mette in relazione la cultura underground dei rave con la scena artistica contemporanea, sollevando domande su come ci si incontra, si percepisce e si crea comunità, anche quando queste sono effimere. Qui si rinuncia alla spettacolarizzazione per lasciare spazio a una riflessione più intima, dove il pubblico è chiamato a orientarsi in uno spazio che oscilla tra decadenza e un’energia estetica vibrante.
Le opere di Shiva Om Art arricchiscono il progetto con tocchi decorativi che amplificano il messaggio visivo. Il risultato è un caleidoscopio di sensazioni, colori e suoni che invitano a riscoprire il rapporto tra corpo, spazio e percezione.
L’iniziativa di SUPERNOVA amplia il panorama culturale romano portando alla luce esperienze spesso ai margini, tradotte in linguaggi nuovi e delicati. Il luogo si presta così a raccontare con sensibilità e concretezza le forme di socialità che nascono e scompaiono in fretta, e il modo in cui influenzano la fruizione dell’arte oggi.
