Skip to content
tuugo.it

tuugo.it

News

  • Notizie
  • Tecnologia
  • Finanza
  • Viaggi
  • Arte
  • Home
  • 2026
  • Aprile
  • 8
  • Marco Fusinato al PAC di Milano: Frequenze Estreme tra Suono e Immagini nella Mostra Inedita
  • Arte

Marco Fusinato al PAC di Milano: Frequenze Estreme tra Suono e Immagini nella Mostra Inedita

Redazione 8 Aprile 2026

Il ronzio acuto di una chitarra elettrica in alluminio riempie l’aria del PAC di Milano, mentre un gigantesco schermo led proietta immagini che colpiscono come un pugno. Marco Fusinato non torna con una mostra qualunque: qui il suono è una presenza opprimente, una specie di tempesta che scuote i nervi e non concede tregua. Non si tratta di musica da ascoltare passivamente, ma di un’esperienza che sfida, disturba, costringe a guardare in faccia la violenza, la distruzione, il potere. Varcare quella soglia significa entrare in un mondo teso, dove ogni frequenza è un colpo diretto, e ogni immagine un monito che non si può ignorare.

Una monografica imponente per l’artista australiano al PAC di Milano

Dal 2023 fino al 7 giugno 2026, il Padiglione d’Arte Contemporanea ospita la prima grande mostra europea dedicata a Marco Fusinato, artista e musicista australiano tra i nomi più rilevanti dell’arte contemporanea mondiale. Intitolata THE ONLY TRUE ANARCHY IS THAT OF POWER, la mostra prende spunto da una frase tratta dal film Salò di Pier Paolo Pasolini ed è parte del fitto calendario della Milano Art Week. Curata da Diego Sileo, riprende il progetto che Fusinato ha presentato lo scorso anno al Padiglione Australia durante la Biennale di Venezia 2022.

Al centro dell’esposizione ci sono opere sonore e visive che mettono alla prova il visitatore, costringendolo a riflettere sul potere e sulla ribellione. Il suono diventa un esperimento politico e lo spazio espositivo si trasforma in un campo d’energia. La lunga durata della mostra consente all’artista di esibirsi dal vivo ogni giorno, mantenendo vivo un dialogo che si evolve continuamente.

Suoni metallici e immagini dure: la chitarra d’alluminio e la performance quotidiana

Tra gli elementi più riconoscibili della mostra c’è la chitarra elettrica in alluminio. Il metallo le conferisce un suono vivo, più ruvido e metallico rispetto alle chitarre tradizionali di legno. Fusinato suona con le spalle rivolte al pubblico, una scelta che elimina ogni forma di spettacolo convenzionale. L’obiettivo è far emergere le vibrazioni sonore che riempiono la galleria, trattando il suono come una scultura che si modella nell’aria.

A completare il quadro, un impianto di amplificazione artigianale americano capace di generare feedback, distorsioni e rumori saturi. Le vibrazioni si propagano e saturano lo spazio, mentre sul maxi schermo led di venti metri scorrono immagini in bianco e nero: città distrutte, rivolte, mappe, uomini armati, animali tra le macerie. Una narrazione visiva cruda, senza filtri, che spinge a riflettere su potere e violenza.

Desastres, Mass Black Implosion e le opere grafiche e sonore del PAC

La mostra si sviluppa in cinque sale al piano terra del PAC. Qui trovano spazio le serigrafie in scala di grigi della serie Desastres, realizzate con tecniche di stampa precise che richiamano lo spirito critico di Goya. Le immagini raccontano frammenti di devastazione e protesta, portando lo spettatore in una riflessione sulle conseguenze del potere e del conflitto.

In un’altra sala si trova Mass Black Implosion, progetto nato nel 2007 e in continua evoluzione. Qui spartiti di musica d’avanguardia vengono trasformati in un muro di rumore denso e sovraccarico, con note sovrapposte che creano un caos sonoro intenso. Non mancano poi una selezione di vinili con le registrazioni dal vivo di Fusinato, tra cui l’ultima uscita creata appositamente per questa mostra, The Horizon is a Razor. Un disco dalle sonorità estreme, prodotto con amplificatori potenti e distorsioni che mettono a dura prova gli impianti audio.

Dalla scena underground al palcoscenico internazionale: la carriera di Marco Fusinato

Marco Fusinato ha iniziato nel 1996, muovendosi nella scena underground della musica sperimentale con performance estreme e di lunga durata. La sua ispirazione viene da figure come Morton Feldman e John Cage, ma anche da un approccio punk e anarchico nel modo di fare musica. Nel tempo si è esibito ai più importanti festival internazionali di musica noise, collaborando con nomi di spicco come Thurston Moore dei Sonic Youth e Bruce Russell dei Dead C.

Il termine “lastre di rumore” è spesso usato per descrivere i suoi lavori: blocchi sonori densi e potenti che superano l’idea tradizionale di melodia e armonia. Oltre al suono, Fusinato lavora anche con immagini e fotografie d’archivio, come nella serie Double Infinitives, dove foto di manifestanti e proteste diventano una riflessione ampia sul conflitto sociale.

All the World’s Futures: il progetto radicale alla Biennale di Venezia e la mercificazione della storia

Nel 2015 Fusinato ha partecipato alla 56ª Biennale di Venezia con All the World’s Futures, progetto curato da Okwui Enwezor. L’opera consisteva in un imponente volume di quasi 500 pagine, realizzato con materiali tratti dall’Archivio Primo Moroni, una raccolta di documenti sui movimenti di sinistra, anarchici e autonomisti italiani dagli anni Sessanta in poi. L’installazione esponeva copie del libro su un tavolo, invitando i visitatori a lasciare un’offerta libera. Così lo spazio diventava una scultura sociale e politica.

A fine mostra, i fondi raccolti sono stati donati direttamente all’archivio, un gesto che mette in dialogo il capitale istituzionale con l’energia dell’underground politico. Un’azione che restituisce valore a storie dimenticate e mette in discussione i meccanismi dell’arte contemporanea.

Il disorientamento come esperienza: il senso dell’opera sonora di Fusinato

L’esperienza proposta da Fusinato è volutamente dura e stimolante. Tra rumori, distorsioni e suoni esasperati, il visitatore si trova immerso in una dimensione confusa e quasi allucinata. Non si tratta solo di disturbare, ma di risvegliare una consapevolezza più profonda del proprio stato di presenza.

Per l’artista, questo livello di pressione sonora serve a ricordarci che siamo vivi, un contrappeso netto alla saturazione mediatica che spesso ci anestetizza di fronte a immagini di violenza e paura. Ogni frequenza che riempie l’aria al PAC è pensata per scuotere, provocare una riflessione che va oltre l’estetica. L’opera diventa così uno strumento per rompere schemi consolidati e farci domandare sul potere, la ribellione e i sistemi che ci circondano.

Continue Reading

Previous: Rave d’arte a Trastevere: l’installazione innovativa di Mattia Pajè a Supernova fino al 15 aprile
Next: Addio a Christine Ruiz-Picasso, la custode dell’eredità di Picasso e fondatrice del Museo di Málaga

Articoli recenti

  • Addio a Christine Ruiz-Picasso, la custode dell’eredità di Picasso e fondatrice del Museo di Málaga
  • Marco Fusinato al PAC di Milano: Frequenze Estreme tra Suono e Immagini nella Mostra Inedita
  • USA: richieste mutui in calo dello 0,8%, mercato incertezza per guerra con l’Iran
  • Rave d’arte a Trastevere: l’installazione innovativa di Mattia Pajè a Supernova fino al 15 aprile
  • Milano Design Week 2026: dal 20 aprile torna l’evento che moltiplica turismo e indotto economico
Copyright © All rights reserved.