Dodici chiese abbandonate nella Ruhr stanno per risvegliarsi. Non più solo pietre e silenzio, ma un laboratorio a cielo aperto dove l’arte prende voce. Oltre cento artisti e collettivi da tutta Europa — e non solo — si preparano a invadere questi spazi dimenticati. Dal 21 giugno al 4 ottobre 2026, città come Bochum, Essen, Duisburg e Gelsenkirchen cambieranno volto. Tra mura che hanno visto il boom industriale e le migrazioni, si intrecciano storie di comunità, memoria e futuro. Manifesta 16 non è una semplice mostra: è un invito a ripensare come abitiamo e condividiamo il nostro spazio pubblico.
La scelta degli artisti parla chiaro: oltre 30 Paesi rappresentati, con una forte presenza di talenti tedeschi, polacchi e turchi. Un richiamo diretto alle radici sociali e culturali di questa regione mitteleuropea, che da decenni ospita le storie di migliaia di lavoratori e famiglie arrivate da lontano. Nomi di spicco come Mona Hatoum, Alicja Kwade, Luc Tuymans, Nil Yalter si affiancano a figure che approfondiscono memoria e migrazione, come Marina Naprushkina, Mikołaj Sobczak e Mykola Ridnyi. Accanto agli artisti affermati, spazio anche a una generazione emergente e a collettivi innovativi – tra cui Constructlab, Bureau Baubotanik e Penique Productions – a completare questa rete multiculturale.
Non mancano presenze da zone colpite da conflitti recenti, come Šejla Kamerić, Navid Nuur, Abbas Zahedi e Ming Wong. Questa pluralità vuole offrire non solo un ritratto della diversità europea contemporanea, ma anche una mappa delle tensioni e trasformazioni che attraversano la società globale. Il confronto tra esperienze culturali diverse si traduce in una piattaforma di dialogo che coinvolge linguaggi e ambiti differenti, tutti con lo sguardo rivolto a capire come l’arte possa ripensare e valorizzare gli spazi comunitari.
Le 12 chiese dismesse scelte per Manifesta non sono casuali. Erano state costruite nella Germania del secondo dopoguerra come simboli di rinascita democratica e aggregazione sociale. Oggi, spesso vuote e abbandonate, si prestano a un nuovo ruolo: diventare laboratori di rigenerazione. Del resto, la parola “chiesa” deriva dall’antica “ekklesía”, l’assemblea cittadina greca chiamata a discutere dei problemi pubblici. Manifesta riprende questo filo e lo trasforma in un invito concreto: interrogare la perdita e la possibile riappropriazione dello spazio pubblico come terreno di convivenza.
Quei luoghi sacri, svuotati della loro funzione religiosa, si riempiono di cucine collettive, sale di lettura, giardini condivisi e spazi per laboratori, performance ed eventi sociali. Il confine tra produzione artistica e infrastruttura sociale si fa sempre più sottile, creando ambienti ibridi dove arte e vita comunitaria si intrecciano. Con oltre 50 nuove commissioni, la manifestazione invita chi vive il territorio a partecipare attivamente, giovani e meno giovani, ripensando così il modo di costruire relazioni e coesione urbana.
Uno degli aspetti chiave di Manifesta 16 è il suo programma educativo e di mediazione, pensato per stimolare un dialogo reale con le comunità locali. Tra le iniziative spicca Youth Shift, un progetto che dà a ragazzi e giovani della Ruhr un ruolo da protagonisti e osservatori critici. Attraverso workshop, incontri e percorsi condivisi chiamati “walks”, i partecipanti esplorano insieme il significato dei luoghi e le loro trasformazioni.
Questa forma di coinvolgimento va oltre la semplice fruizione passiva dell’arte, creando un legame vivo tra il pubblico e i temi della biennale. La mediazione culturale diventa così uno strumento fondamentale per costruire ponti tra generazioni, culture e diversi strati sociali, dimostrando che l’arte contemporanea può essere un motore di rigenerazione sociale. Le iniziative in programma mostrano la volontà di andare oltre l’estetica, aprendo spazi di confronto e partecipazione che rafforzano l’identità collettiva.
Nel 2026 Manifesta festeggia 30 anni con una formula che rinnova il suo approccio itinerante e flessibile, adattandosi ai contesti locali. Questa edizione, ambientata nella Ruhr, acquista un peso particolare per l’attualità dei suoi temi e per il clima politico e culturale europeo attuale.
In un momento in cui grandi manifestazioni come documenta affrontano tensioni politiche e dibattiti, Manifesta si propone come laboratorio sperimentale per riflettere sulle responsabilità delle istituzioni culturali. Il progetto esplora il rapporto tra spazio pubblico, memoria e futuro, mettendo in discussione la capacità dell’arte di alimentare processi di inclusione e cambiamento sociale.
Questa edizione è un’occasione per vedere come una vasta rete di artisti, istituzioni e comunità locali possa lavorare insieme per costruire nuove forme di dialogo e convivenza in un contesto urbano complesso e in trasformazione continua.
Il cast di Manifesta 16 è un mix di nomi affermati e realtà emergenti, capaci di dare vita a una mostra diffusa e interdisciplinare. Tra i più noti, Emre Abut, Mehmet Aksoy, Havîn Al-Sîndy, Katarzyna Kozyra, Mirosław Bałka, Judith Hopf e Bureau Baubotanik, insieme a collettivi come Penique Productions e Constructlab.
La presenza di artisti che lavorano su temi come memoria, migrazione, identità e trasformazione urbana costruisce una narrazione corale, fatta di incontri e confronti più che di voci soliste. Con installazioni, performance, interventi partecipativi e spazi di socialità, la biennale mira a cambiare non solo la percezione dello spazio pubblico, ma anche le relazioni sociali che lo abitano.
Le 12 ex chiese, animate da questa moltitudine creativa, diventeranno poli di energia culturale capaci di restituire senso e valore a quartieri spesso dimenticati. L’elenco completo degli artisti, reso noto dagli organizzatori, conferma il respiro internazionale e la varietà di linguaggi di questa edizione straordinaria.
Il primo aprile 2024 ha trasformato gli scherzi in un vero e proprio evento social.…
Guillaume Cerutti lascia la presidenza della Pinault Collection dopo solo quindici mesi. Un addio che…
Nel cuore di Cassa Centrale, tra scrivanie e schermi, si fa strada una sfida ambiziosa.…
Il terzo AI & Insurtech, organizzato dall’Italian Insurtech Association, ha raccolto una platea attenta e…
Nel cuore del Sud Italia, qualcosa sta per cambiare davvero. La Legge PMI 2026 promette…
Simone ha appena messo in moto una rivoluzione interna. Non si tratta solo di migliorare…