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Fondazione Alinari: Museo a Firenze e Archivio a Montecatini per un Nuovo Futuro della Fotografia

Redazione 1 Aprile 2026

Le immagini storiche di Firenze stanno per avere una casa definitiva. Dopo anni di attesa, la città riaccende i riflettori sulla fotografia con l’apertura del nuovo museo Alinari, un luogo dove passato e presente si incontrano. Nel cuore di Santa Maria Novella, un edificio ricco di storia si trasformerà in uno spazio vivo: mostre, laboratori e progetti didattici prenderanno forma, rivolti a tutti. La Fondazione Alinari, che da cinque anni opera sotto l’ala della Regione Toscana, trova così la sua svolta più importante. E non è tutto: a Montecatini Terme, un altro centro si prepara a diventare il fulcro della conservazione e del restauro fotografico. Due poli, insomma, destinati a rilanciare la fotografia toscana, mescolando sapientemente memoria e innovazione.

Santa Maria Novella: il nuovo cuore pulsante della fotografia a Firenze

Nel cuore di Firenze, tra storia e modernità, prende forma il Museo Alinari. L’ex Scuola Marescialli, con i suoi quasi 1.800 metri quadrati, verrà trasformata in uno spazio multifunzionale: mostre, archivi consultabili, laboratori per studenti e appassionati, e servizi per un pubblico variegato. La scelta di Santa Maria Novella non è casuale: un luogo già parte integrante del tessuto cittadino, simbolo di cultura e identità fiorentina, facilmente raggiungibile da turisti e residenti. Il progetto, ancora in fase di definizione, punta a terminare i lavori entro il 2026, con l’obiettivo di inaugurare il museo nel 2029. Il tutto grazie a un investimento di circa 6,5 milioni di euro, messi a disposizione dalla Regione Toscana e dalla Fondazione CR Firenze, a conferma dell’importanza data a questa nuova realtà culturale.

Due sedi per una gestione su misura: Firenze e Montecatini Terme in tandem

Il museo di Firenze non sarà l’unico tassello del progetto Alinari. A Montecatini Terme, infatti, prenderà vita la Casa della Fotografia, ospitata nelle Terme Excelsior. Qui si concentreranno le attività di conservazione e restauro, soprattutto per i materiali più delicati come i negativi. Sarà anche il centro per la digitalizzazione e per corsi di formazione tecnica. Separare la parte museale da quella archivistica è una scelta che punta a proteggere al meglio un patrimonio fragile, ma al tempo stesso a garantirne la fruizione culturale e didattica. Questo doppio polo rafforza la Toscana come punto di riferimento, non solo in Italia ma anche all’estero, nel campo della fotografia, offrendo un modello integrato e moderno.

Valorizzare il patrimonio Alinari: tra digitalizzazione e collaborazioni internazionali

In questi cinque anni la Fondazione Alinari ha lavorato sodo per far emergere il valore del suo archivio. Un impegno importante è stato la digitalizzazione di circa 80 mila lastre fotografiche, comprese le famose “lastre giganti di vetro”, alcune delle quali superano il metro quadrato. Questo lavoro ha aperto la strada a mostre di grande spessore, realizzate in collaborazione con istituzioni nazionali e straniere. Tra gli eventi più significativi ci sono “Fotografe!”, ospitata in luoghi prestigiosi come Villa Bardini e Forte Belvedere a Firenze, e “Fotografia Wulz”, accompagnata dalla catalogazione digitale dell’archivio omonimo e presentata a Trieste. Non meno importante è stata la partecipazione a “L’Italia è un desiderio” alle Scuderie del Quirinale, con una call internazionale promossa dal Ministero della Cultura e dal museo MUFOCO. Tutte queste iniziative testimoniano la vitalità della Fondazione, che non si limita a custodire, ma porta la fotografia toscana nel mondo. Nel 2026 sono in programma tre mostre internazionali di grande rilievo che vedranno la Toscana protagonista di un dialogo culturale globale.

Il Museo Alinari: un’occasione per Firenze e tutta la Toscana

Il nuovo Museo Alinari non sarà solo un luogo dove ammirare fotografie. Sarà un punto di riferimento per studiosi, appassionati e visitatori da tutto il mondo, un centro vivo che rilancerà Firenze come capitale della fotografia italiana ed europea. Il progetto coinvolge non solo la Fondazione, ma anche enti pubblici, privati e la comunità locale, uniti dall’obiettivo di tutelare, insegnare e innovare. Nel frattempo, Montecatini Terme si afferma come polo d’eccellenza per la conservazione e la formazione, dedicato alla cura e allo sviluppo del patrimonio visivo. Questa doppia presenza sottolinea il ruolo centrale della Toscana nel panorama fotografico nazionale, capace di guardare al futuro senza dimenticare le sue radici.

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