Nel cuore di Milano, tra i corridoi affollati del Forum ABI Lab 2026, si è respirata un’aria di sfida e trasformazione. Le banche italiane, da sempre pilastri del sistema economico, si trovano ora a dover fare i conti con un doppio fronte: da un lato l’inarrestabile corsa dell’innovazione digitale, dall’altro l’ombra sempre più pesante delle normative europee. Silvia Attanasio, alla guida di ABI Lab e responsabile dell’innovazione in ABI, non ha nascosto le difficoltà di questo momento cruciale. Il vero problema? Riuscire a integrare nuove tecnologie senza perdere di vista il rigore delle regole, un equilibrio delicato che potrebbe segnare il futuro di tutto il settore finanziario italiano.
ABI Lab, il laboratorio tecnologico delle banche italiane, resta un punto di riferimento per ricerca, sperimentazione e collaborazione tra istituti e aziende tech. Nel 2026 ha puntato molto su soluzioni digitali all’avanguardia come intelligenza artificiale, blockchain e sistemi avanzati di cybersecurity. Sono strumenti indispensabili per rispondere ai nuovi trend di mercato e a clienti sempre più digitali.
Attanasio ci ha spiegato che ABI Lab non si limita a sviluppare tecnologia, ma lavora anche su standard condivisi per garantire che l’innovazione proceda in modo sicuro e sostenibile. La collaborazione tra banche e startup permette di testare nuovi servizi, senza mai perdere di vista la conformità alle regole europee, una condizione imprescindibile.
Inoltre, ABI Lab accompagna le banche nel percorso di digitalizzazione, spingendo progetti che mettono al primo posto la protezione dei dati sensibili e il rispetto della privacy. L’obiettivo è chiaro: far sì che l’innovazione sia non solo avanzata, ma anche affidabile e in regola con le norme.
Le banche italiane si trovano a dover gestire una doppia sfida: da una parte sfruttare tecnologie avanzate per migliorare servizi, sicurezza e esperienza del cliente, dall’altra districarsi tra regole europee sempre più complesse e in continua evoluzione. Attanasio ha sottolineato quanto l’uso di intelligenza artificiale, machine learning e blockchain sia ormai decisivo per offrire prodotti innovativi e su misura.
Ma queste tecnologie portano con sé anche rischi, soprattutto legati alla privacy, alla sicurezza dei dati e ai rischi operativi. Restare allineati a normative come il GDPR e alle direttive di enti come BCE e EBA è un obbligo inderogabile. ABI Lab si impegna proprio a fare da ponte tra queste due realtà, così che le banche possano innovare senza perdere il controllo e garantendo una solida governance.
Gli strumenti di AI, per esempio nell’analisi del credito o nella prevenzione delle frodi, dimostrano come la tecnologia, se usata bene, possa portare vantaggi concreti. ABI Lab gioca un ruolo chiave nel definire best practice e protocolli di sicurezza, supportando le banche italiane nelle scelte tecnologiche e nell’adeguamento continuo alle normative.
Un altro punto centrale evidenziato da Attanasio riguarda la formazione continua e la collaborazione tra i protagonisti del settore. ABI Lab non è solo un laboratorio tecnologico, ma anche una piattaforma per scambiare conoscenze tra banche, fornitori di tecnologia, autorità di regolamentazione e mondo accademico.
Investire nelle competenze digitali è ormai imprescindibile per gestire al meglio le trasformazioni in corso. Corsi di aggiornamento e workshop aiutano a diffondere una cultura dell’innovazione consapevole e rispettosa delle regole. Condividere esperienze e casi concreti favorisce un apprendimento collettivo, velocizzando l’adozione di soluzioni efficaci e sicure.
La sfida principale, per Attanasio, resta mantenere un equilibrio dinamico: cogliere le opportunità delle nuove tecnologie senza sottovalutare i rischi legati ai continui cambiamenti normativi. Per farlo serve una governance solida e un dialogo costante con le istituzioni regolatorie, per anticipare e adattarsi alle evoluzioni del quadro europeo.
L’esperienza di ABI Lab nel 2026 dimostra che il sistema bancario italiano sta affrontando con determinazione la trasformazione digitale. Qui la compliance non è un freno, ma la guida che spinge l’innovazione verso modelli più responsabili e sostenibili.
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