
New York ha appena guadagnato un nuovo protagonista nel mondo dell’arte asiatica. Bonhams ha aperto i battenti nella prestigiosa 111 West 57th Street, dentro il celebre Steinway Building, e ha subito fatto parlare di sé. Sei aste dal vivo durante la March Asia Week hanno raccolto quasi 12,5 milioni di dollari, numeri da capogiro per un debutto. Il pubblico, folto e appassionato, ha risposto con entusiasmo davanti a capolavori che sembrano usciti da un museo. Tra pezzi unici e tesori senza tempo, la nuova sede americana si è già affermata come un punto di riferimento irrinunciabile per collezionisti di tutto il mondo.
Bonhams a Manhattan: tra storia e nuova linfa culturale
La scelta di Bonhams di stabilirsi al 111 West 57th Street non è casuale. Nel cuore del distretto artistico di Manhattan, il Steinway Building rappresenta da sempre un simbolo di eccellenza. Questo edificio, famoso per la sua architettura e per eventi prestigiosi, diventa ora la casa di un’asta asiatica di prim’ordine. L’apertura della sede si inserisce nel dialogo tra tradizione, spazio urbano e le esigenze moderne del mercato internazionale dell’arte.
Non è solo un luogo dove si vendono opere, ma un vero e proprio laboratorio culturale. Qui si intrecciano storie di ogni pezzo, incontri con collezionisti, case d’asta e musei. La nuova sede punta a connettere culture, materiali e geografie, per far emergere tutta la ricchezza dell’arte asiatica. Il pubblico ha visto come un edificio storico possa trasformarsi in un centro dinamico, capace di ospitare eventi che mixano tecnologia, tradizione e un’esperienza unica.
I pezzi forti dell’asta: tavoli imperiali e la “Grande Onda” di Hokusai
Il cuore della settimana d’asta sono stati i top lot, quei pezzi che hanno catturato maggiormente l’attenzione e il valore di mercato. Due lotti, entrambi venduti per 889.500 dollari, hanno brillato per successo. Da un lato, una coppia di tavoli imperiali in zitan del periodo Qing, esempio perfetto dell’ebanisteria cinese raffinata, con dettagli finemente intagliati. La loro imponenza, unita a un’eleganza senza tempo, li rende pezzi da collezione rari e rappresentativi.
Dall’altro, la prima impressione completa della celebre xilografia di Katsushika Hokusai, “La Grande Onda di Kanagawa”. Quest’opera iconica, simbolo dell’arte giapponese e immagine conosciuta in tutto il mondo, ha raggiunto la stessa cifra, a conferma del suo valore storico e culturale. Un dialogo vibrante tra due tradizioni diverse, ma ugualmente potenti, che ha mosso entusiasmo e investimenti significativi.
Bronzi, sculture, tabacchiere e dipinti: un’asta ricca di tesori
L’asta ha offerto una selezione variegata di opere di grande pregio. Tra queste, una figura in bronzo dorato di Avalokitesvara a quattro braccia del periodo Yongle, venduta per quasi 280.000 dollari, e un portapennelli yangcai decorato con motivi a “flower ball” valutato allo stesso livello. Notevole anche la scultura in marmo di Maitreya, datata tra la dinastia Sui e gli inizi della dinastia Tang, che ha superato i 229.000 dollari.
Da segnalare la collezione di snuff bottle di Francine e Bernard Wald, che ha superato le aspettative di mercato. Con un totale di 670.000 dollari e oltre il 99% dei pezzi venduti, la collezione ha visto più dell’81% delle opere aggiudicate sopra le stime, rivelandosi un tesoro dal valore storico e artistico unico. Tra i pezzi più apprezzati, un esemplare in giada bianca “bixi” ha superato il prezzo stimato di quattro volte, toccando quasi i 20.000 dollari.
Zhang Daqian e la pittura cinese contemporanea in primo piano
Nel settore dei dipinti, calligrafia e stampe cinesi, ha spiccato Zhang Daqian, uno degli artisti più influenti del Novecento. I tre dipinti principali hanno registrato vendite vivaci e aggiudicazioni importanti: “Red Lotus Dedicated to Mr. and Mrs. Mao Cheng-tzu” ha superato di gran lunga la stima iniziale, raggiungendo 229.100 dollari. “Pink Lotus” si è aggiudicato per 140.200 dollari, mentre “Landscape with Waterfall” ha toccato 127.500 dollari.
Queste opere, insieme a una selezione proveniente dalla collezione di Paul Cheng-tzu Mao, hanno totalizzato 1,54 milioni di dollari. I numeri confermano il crescente peso dell’arte cinese moderna e contemporanea nel mercato globale, segnando una tappa importante per Bonhams a New York. Non è solo una questione di cifre, ma del riconoscimento artistico e culturale di un’eredità preziosa.
Bonhams e il futuro dell’arte asiatica negli Stati Uniti
Alla March Asia Week di New York, Bonhams ha centrato un evento di rilievo che va oltre la semplice vendita. La nuova sede si impone come un attore chiave a livello globale, promuovendo un dialogo vivo tra opere, collezionisti e culture diverse. Il mercato ha risposto con forza e passione a un’offerta curata e raffinata: l’interesse per l’arte asiatica resta forte e cresce costantemente, con segnali chiari di una maggiore attenzione internazionale.
Questo spazio a Manhattan si candida a diventare una piattaforma indispensabile per operatori, studiosi e appassionati, pronta ad ospitare eventi, confronti e nuove sfide culturali ed economiche. Bonhams ha saputo trasformare un edificio storico in un motore creativo, capace di attrarre non solo investitori, ma anche chi vuole capire il valore e il senso profondo di ogni opera esposta. La settimana appena passata segna un passo importante nella strategia americana per l’arte asiatica e lascia aperte molte prospettive per il futuro.
