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Da Istanbul a Roma: Galeri Artist inaugura il nuovo spazio in Via della Scrofa con la mostra “Nel più ampio cerchio”

Redazione 28 Marzo 2026

# Un nuovo spazio d’arte a Roma: Galeri Artist apre in via della Scrofa

Un nuovo spazio d’arte apre le porte a Roma, in via della Scrofa, e subito cattura l’attenzione. Galeri Artist non è una galleria qualunque: nasce con l’idea di mettere in dialogo due mondi, quello di Istanbul e quello della Capitale, entrambi carichi di storie e contrasti. L’architetto Anna Butticci ha disegnato l’ambiente senza vincoli rigidi, lasciando che siano le opere a parlare tra loro. Entrare qui significa immergersi in un’atmosfera viva, fatta di scambi e connessioni. La mostra d’esordio, Nel più ampio cerchio, raccoglie artisti dal dopoguerra a oggi, offrendo uno sguardo intenso e articolato sull’arte contemporanea e sul suo percorso recente.

Via della Scrofa: uno spazio pensato per il dialogo tra le opere

La sede romana di Galeri Artist si presenta come un ambiente elegante ma vivace, dove lo spazio è gestito con attenzione per favorire una lettura libera delle opere. Anna Butticci ha puntato a creare un contesto che valorizza la fluidità dello sguardo e lascia spazio a interpretazioni personali. L’allestimento evita percorsi rigidi o sequenze obbligate, preferendo un percorso che somiglia più a una conversazione delicata tra sensibilità diverse, piuttosto che a un’esposizione ordinata per date o stili.

L’idea è offrire un’esperienza immersiva, dove ogni opera si inserisce nel suo contesto ma allo stesso tempo si confronta con le altre, creando legami culturali e formali che arricchiscono la visita. Spazi luminosi e ben calibrati mettono in risalto le caratteristiche di ogni pezzo, sostenendo la visione curatoriale che punta a esaltare la varietà delle forme artistiche.

Da Ontani a LeWitt: opere che sfidano le tradizioni

La mostra si apre con una delle opere più forti in esposizione: il mosaico LapsusLupus di Luigi Ontani. Qui il mito della Lupa Capitolina viene rivisitato in modo audace: il lupo è maschio e i bambini che lo accompagnano hanno la pelle nera, un rovesciamento che mette in discussione l’iconografia tradizionale romana. Ontani non si ferma a questa immagine: la sua ricerca si allarga anche a una fotografia dipinta e a una scultura in bronzo, che ripropongono la stessa scena cambiando linguaggio e materia. Questa molteplicità di forme esprime la sua idea di arte storica come un campo sempre aperto a nuove interpretazioni.

Accanto a Ontani spicca l’opera di Sol LeWitt, Circle , che si discosta dalla geometria rigida per cui è noto. Questa gouache su carta è fatta di pennellate sovrapposte e vibranti, che si compongono in una forma circolare e quasi sferica. La composizione sembra aperta, in continua trasformazione, più vicina al gesto pittorico e all’immediatezza che alla costruzione razionale. Quest’opera mostra un lato meno conosciuto di LeWitt, vicino all’intensità cromatica dei suoi Wall drawings ma con un taglio più fluido e materico.

Fontana e Kounellis: materia e vita quotidiana a confronto

Tra le opere di rilievo c’è la ceramica Concetto spaziale di Lucio Fontana, meno nota rispetto alle sue celebri tele tagliate o perforate. Esposta in bianco e nero, questa ceramica mette in luce un aspetto diverso della sua ricerca, fatto di forme e materiali. L’attenzione recente a queste opere, confermata anche da mostre come quella alla Peggy Guggenheim Collection di Venezia, sottolinea la complessità del suo percorso, che ha toccato anche sperimentazioni fuori dal tradizionale campo pittorico.

In dialogo con Fontana, l’arte povera di Jannis Kounellis si fa notare con l’installazione Two fish. La composizione è semplice: una ciotola d’acqua con due pesci rossi vivi, dentro cui è appoggiato un coltello. L’atmosfera è carica di tensione, un pericolo che si sente ma non esplode in violenza. Un oggetto di uso quotidiano diventa simbolo di una minaccia percepita, in linea con la poetica di Kounellis che trasforma il banale in segno denso di nuovi significati.

Galeri Artist: un ponte culturale tra Roma e Istanbul

L’apertura di Galeri Artist a Roma non è solo un’operazione commerciale o espositiva. Dietro c’è una visione che vuole mettere in collegamento due città diverse ma ricche di tradizioni artistiche come Istanbul e Roma. I direttori Dăghan Özil e Jale Tantekin vedono questa sede come uno spazio di confronto e scambio, dove prospettive lontane si incontrano e si arricchiscono a vicenda.

Il progetto va oltre l’espansione fisica della galleria. Vuole diventare un luogo di contaminazione culturale, dove artisti e pubblico si confrontano su linguaggi e storie diverse. A supporto di questa idea è in arrivo un catalogo critico con un saggio di Bruno Corà, che approfondirà i temi della mostra e rafforzerà l’idea di uno scambio vivo e continuo tra realtà vicine ma distinte. L’inaugurazione in via della Scrofa segna così l’inizio di un percorso che conferma Roma come protagonista sulla scena internazionale dell’arte.

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