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Usa, PIL quarto trimestre 2025 rivisto al ribasso: crescita rallenta a +0,7%

Redazione 15 Marzo 2026

Il Prodotto Interno Lordo degli Stati Uniti nel quarto trimestre del 2025 ha messo il freno: solo lo 0,7% di crescita, meno di quanto si aspettasse il mercato e peggio rispetto ai tre mesi precedenti. Un segnale che non è passato inosservato tra gli economisti, sempre vigili su consumi e inflazione, i veri termometri dello stato di salute del Paese. Non è solo il Pil a mostrare segni di rallentamento: i dati recenti suggeriscono che, più che un’accelerazione, l’economia americana sta attraversando una fase di aggiustamento delicata.

Pil in frenata, meno di quanto si pensasse

La revisione del Pil per ottobre-dicembre 2025 mostra una crescita dell’0,7%, un passo indietro rispetto al trimestre prima e alle prime stime. Gli economisti si aspettavano un risultato più robusto per chiudere l’anno, ma i dati dicono altro. Dietro al rallentamento ci sono vari motivi: meno investimenti e una domanda interna meno vivace del previsto.

Guardando più da vicino, il rallentamento non è uniforme. Alcuni settori, come la manifattura e certi servizi, hanno visto cali nella produzione, mentre altri sono rimasti stabili. Nel complesso, però, la crescita resta sotto il livello necessario per sostenere un’espansione economica duratura.

Consumi in calo, la domanda interna fa fatica

I consumi, che da sempre trainano l’economia americana, hanno rallentato nettamente nell’ultimo trimestre del 2025. Questo ha pesato sul Pil, visto che le famiglie hanno speso meno rispetto ai mesi precedenti. Beni durevoli e servizi crescono meno, segno che i consumatori stanno alzando il freno.

Dietro questa prudenza ci sono diversi fattori: l’incertezza sull’economia, i tassi di interesse in salita e un mercato del lavoro ancora solido ma non brillante. L’inflazione che resta alta ha eroso il potere d’acquisto, spingendo le famiglie a tagliare le spese superflue e a concentrarsi su ciò che serve davvero. Questo cambio di passo nei consumi potrebbe rallentare la ripresa e merita attenzione da parte degli analisti e delle autorità.

Inflazione, i primi segnali di rallentamento

L’inflazione nel quarto trimestre 2025 sembra meno aggressiva rispetto ai mesi precedenti. L’indice PCE , che la Federal Reserve segue con attenzione, si è fermato al 2,8%. Un dato in calo rispetto all’anno, che indica un allentamento delle pressioni sui prezzi.

Anche l’indice PCE core, che esclude cibo ed energia, si è moderato, toccando il 3,1%. Questo è un segnale importante perché mostra una frenata più stabile dell’inflazione, al netto delle componenti più volatili. Un dato che banche e istituzioni guardano con attenzione, visto che influenza le scelte sui tassi di interesse.

Tenere a bada l’inflazione è fondamentale per evitare scossoni all’economia e favorire una ripresa equilibrata. Resta però da vedere se questa tendenza si confermerà o se fattori esterni potrebbero far risalire i prezzi nel breve periodo.

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I dati rivisti e gli indicatori economici del quarto trimestre 2025 confermano una fase di rallentamento della crescita e un’inflazione sotto controllo ma non ancora del tutto domata. I consumi rallentano, alcuni settori soffrono, ma ci sono ancora segnali positivi. Tutto questo mentre si attende di capire quali saranno le prossime mosse della politica monetaria e come si evolverà lo scenario globale.

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