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Addio a Carlo Frittelli, il gallerista che ha rivoluzionato l’arte contemporanea a Firenze

Firenze perde uno dei suoi protagonisti più autentici: Carlo Frittelli se n’è andato a 91 anni, lasciando un vuoto difficile da colmare. Non era solo il gallerista dietro molte delle mostre più interessanti degli ultimi decenni, ma un vero cultore dell’arte contemporanea, capace di trasformare ogni evento in un momento di confronto e passione. Nato il 2 gennaio 1935, Frittelli ha attraversato il Novecento con occhi attenti e cuore aperto, dando vita a spazi dove la creatività fioriva, diventando così un pilastro del panorama artistico toscano e non solo. Fino a poco tempo fa, la sua voce animava il dibattito culturale fiorentino, testimonianza di un impegno che non si è mai spento.

Dal Centro d’arte Spaziotempo alla galleria simbolo di innovazione

Con il Centro d’arte Spaziotempo, in piazza Peruzzi, Frittelli ha lasciato un’impronta indelebile nella scena artistica di Firenze. Quel luogo, più di una semplice galleria, è stato un laboratorio vivace dove si alternavano mostre, approfondimenti e confronti culturali. Nel 2006 è nata Frittelli Arte Contemporanea, un passaggio importante che ha segnato un’evoluzione, portando la galleria verso nuovi spazi e nuove ambizioni. Insieme al figlio Simone, oggi alla guida della galleria, Carlo ha scelto una sede moderna in via Val di Marina 15, nella zona nord-ovest della città. Qui non si sono solo allestite mostre temporanee, ma si sono creati archivi e momenti di approfondimento, a testimonianza di un lavoro fondato sul dialogo con il pubblico e la cultura.

Via Val di Marina: un rifugio per l’arte e la ricerca

La galleria di via Val di Marina si distingue per gli ampi spazi e la qualità degli ambienti, ristrutturati su progetto dell’architetto Adolfo Natalini. Oltre 2.000 metri quadrati dedicati all’arte contemporanea, con una sezione permanente chiamata Le Stanze che, con i suoi 350 metri quadrati, conserva la memoria di un lungo percorso di collaborazioni con artisti di rilievo. Nel complesso c’è anche un piccolo auditorium, pensato per ospitare proiezioni, seminari e incontri, ampliando così l’offerta culturale e creando un punto di riferimento per studiosi e appassionati. La posizione strategica, vicino a una delle porte principali di Firenze, rendeva la galleria facilmente raggiungibile, favorendo il confronto con visitatori e operatori sia italiani che stranieri.

Un archivio prezioso per raccontare il secondo Novecento

L’attività di Frittelli non si limitava alle mostre. La sua galleria ha svolto un ruolo importante nella conservazione e nello studio, ospitando archivi fondamentali legati a figure chiave del secondo Novecento. Tra questi, gli archivi dell’Opera Grafica di Pino Pascali, Gianni Bertini, Vinicio Berti, Paolo Masi e Luciano Ori, artisti con cui la galleria ha lavorato a stretto contatto negli anni. Il catalogo degli artisti custoditi parla di un’intensa ricerca e di rapporti umani e professionali solidi. Grazie a questo impegno, patrimoni culturali di grande valore sono stati salvaguardati e resi disponibili a storici, collezionisti e appassionati, diventando una risorsa preziosa per la conoscenza e lo studio.

Radici familiari e un’eredità che vive a Firenze

Carlo Frittelli veniva da una famiglia con una lunga storia legata all’arte: era nipote del pittore Raffaello Sorbi. Questa tradizione ha segnato il suo approccio, fatto di passione e impegno diretto. Negli ultimi anni ha continuato a dare il suo contributo alla vita culturale di Firenze, proponendo idee per musei e istituzioni che potessero rafforzare il ruolo della città nell’arte moderna e contemporanea. Fino all’ultimo ha lavorato con energia a nuovi progetti, tra cui una grande mostra dedicata a Vinicio Berti, segno di un legame che non si è mai spezzato.

Il cordoglio delle istituzioni e il ricordo della città

La notizia della sua scomparsa ha subito raccolto messaggi di cordoglio da parte delle istituzioni locali e regionali. La sindaca Sara Funaro lo ha ricordato come “un protagonista raffinato della cultura fiorentina, capace di trasformare la passione in una missione riconosciuta anche fuori dai confini nazionali.” L’assessore alla cultura Giovanni Bettarini ha sottolineato la generosità di Frittelli nel collaborare con le istituzioni, mettendo in luce il suo contributo alle mostre e alle idee culturali. Anche Cristina Manetti, assessora regionale, ha evidenziato “il ruolo fondamentale che ha avuto per Firenze e la Toscana, ricordando l’energia con cui ha promosso l’arte contemporanea e il ponte che ha costruito tra passato e presente.”

Redazione

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