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Asta a Parigi: in vendita la più grande opera mai dipinta di Salvador Dalì, Bacchanale 1939

Nel 1939, Salvador Dalí diede vita a un’opera che avrebbe sfidato ogni definizione: Bacchanale. Non è solo un dipinto, ma un vero e proprio allestimento scenico, nato dalla collaborazione con artisti di primissimo piano dell’epoca. Oggi, questa imponente creazione – la più grande mai realizzata dal maestro surrealista – sta per fare il suo ritorno all’asta, a Parigi, il 26 marzo 2025. Dopo aver viaggiato tra le principali capitali europee, da Madrid a Milano, Bacchanale emerge da una collezione privata di altissimo livello, pronta a sedurre i collezionisti con un pezzo raro, carico di storia e fascino. Un’occasione che non capita tutti i giorni.

Bacchanale, teatro e pittura si fondono nel sogno di Dalí

Bacchanale è un mix unico di pittura, teatro e danza, un’opera totale in cui Dalí ha riversato tutta la sua visione, definendola “balletto paranoico-critico”. È composto da 13 pannelli e misura oltre 20 metri in altezza per 30 in larghezza. Ogni particolare è curato con una precisione quasi fotografica, mentre elementi tridimensionali animano la scena, offrendo un’esperienza visiva coinvolgente. Il progetto non si limita al dipinto: comprende anche costumi e scenografie, tutti ideati dal maestro stesso.

L’idea nacque nella primavera-estate del 1939. Dalí lavorò al modello tra marzo e maggio; la realizzazione avvenne nel laboratorio dei Ballets Russes a Monte Carlo, sotto la supervisione di Alexandre Schervachidze, da fine maggio ad agosto. Il balletto debuttò il 9 novembre 1939 al Metropolitan Opera di New York. La coreografia fu affidata a Léonide Massine, che per la prima volta lasciò a Dalí carta bianca su tutto, dal progetto visivo al libretto. Anche Coco Chanel partecipò, creando costumi e accessori, imprimendo il suo stile inconfondibile.

Nonostante le difficoltà di un’Europa sull’orlo della guerra e le complicazioni nei contatti internazionali, la prima ebbe un buon riscontro. Dalí non poté essere presente per le tensioni in corso, e Chanel rifiutò di spedire i suoi lavori, ma lo spettacolo mantenne tutta la sua forza visiva e innovativa. La musica, un adattamento dell’ouverture di Tannhäuser di Wagner, contribuì a creare un’atmosfera epica e drammatica.

Asta parigina: il Surrealismo torna protagonista, con spazio anche per le artiste

L’asta organizzata da Bonhams a Parigi promette di essere un appuntamento di primo piano per il mercato dell’arte moderna e contemporanea. Bacchanale aprirà la vendita, guidando una selezione di pezzi chiave del Surrealismo. Il valore stimato per l’opera va da 200.000 a 300.000 euro, cifra che sottolinea il suo peso artistico e storico.

Oltre a Dalí, spiccano nomi come Leonor Fini, Jane Graverol, Valentine Hugo, André Masson, Man Ray e Francis Picabia. Questa rosa di artisti testimonia la varietà e la profondità del movimento, con un’attenzione particolare al rilancio delle grandi pittrici, emerso con forza alla Biennale 2022 curata da Cecilia Alemani. Molte di queste artiste sono state riscoperte solo di recente, e il mercato mostra un interesse crescente verso le loro opere.

Emilie Millon, responsabile del dipartimento Impressionist & Modern Art di Bonhams a Parigi, sottolinea come la vendita metta in luce figure innovative e di grande rilievo nel panorama surrealista. Bacchanale si distingue non solo per le sue dimensioni, ma anche per il suo carattere scenografico e narrativo, offrendo a chi lo acquista un pezzo di fantasia artistica senza eguali. L’asta sarà quindi un evento da non perdere per appassionati e specialisti, un confronto diretto con un patrimonio raro e prezioso.

Bacchanale in mostra prima dell’asta: da Madrid a Milano

Prima di finire all’asta, Bacchanale ha già vissuto un percorso espositivo importante. Nel 2023 è stato mostrato per la prima volta al pubblico al Salón de Arte Moderno di Madrid, un debutto fondamentale per tornare a far parlare di questa imponente creazione. Nel 2024, sempre a Madrid, l’opera è stata protagonista di dieci spettacoli al Círculo de Bellas Artes, una collaborazione curata da Jaime Vallaure e Tania Arias che ha riscoperto nuovi modi di leggere e vivere il balletto visivo di Dalí.

Nel 2025, poco prima dell’asta, Bacchanale è approdato in Italia, esposto alla Fabbrica del Vapore di Milano. Qui ha ampliato la sua fama, permettendo a un pubblico più vasto di apprezzare la complessità tecnica e l’impatto visivo dell’opera. Questa serie di esposizioni ha confermato Bacchanale come uno dei vertici creativi di Dalí e una testimonianza preziosa di un percorso che unisce pittura, teatro e danza.

L’asta parigina segna così il culmine di una lunga storia, in cui Bacchanale ha riacceso l’interesse per un’arte capace di mescolare linguaggi e media diversi. Un sogno surrealista a tutto tondo, che continua a stimolare l’immaginazione e a ritagliarsi un posto di rilievo nel panorama artistico internazionale del 2025.

Redazione

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